Parlaci del Libano. Che cosa succede in questi giorni?

Una frase che sento sovente dagli amici.
Ecco brevemente com’è la situazione.
Anche se non voglio mai perdere la speranza, le notizie del Libano, di questi giorni, non sono rassicuranti. Il Libano è in una crisi a tutti i livelli: politici, economici, sociali…
Le notizie parlano di un paese allo stremo. Il 2020 è catastrofico.
1- La crisi economica
La crisi economica, finanziaria e monetaria è la più grande, forse, della storia della repubblica libanese, che dovrebbe festeggiare nell’anno in corso, 100 anni di vita! Il valore della lira rispetto al dollaro è diminuito 250%. (1$ = 4000 L.L nel mercato nero, e 1500 L.L. in banca!!) qual ora si trovasse.

 I prezzi al consumo si sono quadruplicati a cospetto della lira libanese. Il salario minimo mensile è sceso a meno di 200 dollari (era 450$ due mesi fa) a causa dell’inflazione. Vedere che i prezzi al mercato siano simili a quelli italiani e che la merce di prima necessità importata dall’estero sia diventata ancora più cara ha dell’incredibile.
Su quasi sei milioni di residenti tra libanesi e rifugiati, la metà di questi, cioè tre milioni di persone vivono con meno di 3 dollari al giorno. La metà di questi tre milioni vive con meno di un dollaro a giorno.
Il debito pubblico è diventato uno dei più alti al mondo. Il paese ha più di cento miliardi di dollari come debiti. Dopo aver rubato tutto, i governatori dicono che non ci sono più soldi per pagare il debito che si accumula giorno per giorno.
Le sanzioni politico-economiche, imposte dagli Stati Uniti, sull’Iran e sulla Siria, colpiscono in modo indiretto il Libano e aggravano la situazione economica e sociale.
2- Coronavirus
A tutto quanto sopraesposto si aggiunge il problema sanitario imposto da Coronavirus. Il Coronavirus diventa molto pericoloso in Libano giacché il sistema sanitario pubblico, come quasi tutto ciò che è pubblico (scuola, elettricità, acqua, strade,…) funziona male. La sanità privata costa troppo e non avrebbe le possibilità di rispondere all’emergenza di Coronavirus. La maggioranza della popolazione vive giorno per giorno senza pensioni o risparmi. Vogliamo ringraziare Dio comunque perché il Coronavirus non si è sparso molto. Ci sono stati quasi 1200 casi positivi e una trentina di vittime. Speriamo che la pandemia finisca qui. Ma il paese è bloccato, l’aeroporto è chiuso, la disoccupazione è molto alta. Tante scuole e imprese stanno chiudendo le loro attività definitivamente. Il vescovo di Sidone ha detto giorni fa che se la situazione continua in questo modo una trentina di scuole private nel Sud del Libano chiuderanno le relative attività.
I possibili aiuti (economici e sanitari) dall’estero sembrano complicati e legati a tante condizioni politiche internazionale. La banca mondiale, invece, ci annuncia un aumento del tasso di povertà.
Giorni fa il primo ministro ha affermato che la popolazione libanese potrebbe trovarsi a far fronte ad una grave crisi alimentare, a causa delle problematiche economiche vissute dal paese e a causa delle conseguenze negative della pandemia di Covid-19. Il pericolo di una nuova ondata migratoria verso l’Europa e una destabilizzazione maggiore del Medio Oriente sembrano alle porte.
3- La crisi politica
Alla crisi economica si aggiunge quella politica.
La maggioranza degli alti impiegati pubblici e dei governatori, che sono i più corrotti al mondo, protetti dalle loro milizie armate e arricchiti dalle tasse, vivono nei palazzi e continuano a rubare il pane ai poveri.
Le banche non forniscono più dollari alla gente e bloccano loro i conti correnti, imponendo un prelievo bancario minimo (100 $ per settimana).
Le manifestazioni popolari contro il settarismo e la corruzione non sono riuscite ancora a cambiare nulla a causa della paura e dei conflitti d’interesse confessionali e politici. Purtroppo non si è creata una visione unitaria e unificante del paese a causa anche dell’influsso delle politiche esterne partendo da Iran, Siria, Arabia Saudita per finire in Russia e negli Stati uniti.
E in questione tutto il sistema politico e sociale che è stato riprodotto a Taiif in Arabia Saudita da 30 anni, dopo la guerra civile, consegnando purtroppo il regime a coloro che fecero la guerra.
I governatori corrotti e malvagi vedono che tutto questo è a causa di decenni di corruzione e di cattiva governance, come se non fossero stati loro a governare in questi anni passati!
Le organizzazioni e le ONG internazionali che nazionali, che operano in Libano non sembra che abbiano la possibilità di migliorare le cose concretamente. Inizialmente avevano lo scopo di aiutare i profughi, ora pero, devono anche aiutare il cittadino libanese povero perché possa continuare ad accettare i profughi.
Detto ciò, ognuno deve fare il proprio possibile. Alcune Chiese e dei benefattori hanno messo i propri terreni a disposizione della gente in modo che potessero essere coltivati dai più bisognosi, per produrre da mangiare e sopravvivere. Il modo di vivere della gente sta cambiando!
Annas Linnas (nostra associazione, gli uni per gli altri) con i suoi partner e benefattori sta cercando di essere una goccia nel mare dei bisogni. Vi informo poi sulle nostre attivita. Grazie.

Padre Abdo Raad


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